COME SOGNAMO IL NUOVO VESCOVO
Siamo un gruppo di Laici e non , che si trova periodicamente , per studiare e approfondire in vero spirito di Carità , i temi e i documenti che il Concilio ha proposto.
Il frutto dei nostri incontri cerchiamo di metterlo in pratica nelle diverse attività quotidiane.
Il nostro gruppo nell'ultimo incontro , visti i futuri cambiamenti al vertice della diocesi torinese , ha provato a definire alcune qualità del futuro vescovo che verrà chiamato alla cattedra di San Massimo.
Ci auspichiamo che chi verrà chiamato a essere il Pastore della Diocesi di Torino , continui l'opera iniziata dal Card. Pellegrino , e proseguita nel tempo con i cardinali Ballestrero e Saldarini e fino ad oggi con S.E. il card. Severino Poletto.
Alla luce del Concilio Vaticano II , in qualità di popolo di Dio , pensiamo di poter esprimere il nostro pensiero delineando alcune qualità che il nuovo pastore debba possedere , per potere andare incontro a tutti.
Il Concilio ci ha fatto diventare Cristiani adulti , e in vero spirito di Carità Evangelica speriamo che
IL FUTURO VESCOVO DI TORINO :
- Sia entusiasta e promotore del Concilio Vaticano II.
- Sia povero tra i poveri e creda nella Chiesa dei poveri.
- Dia parte del suo tempo per andare a trovare i preti soli , delusi e stanchi e si dedichi con saggezza alla preparazione dei nuovi presbiteri.
- Il suo ministero sia ministero del grembiule , per poter essere disponibile con tutti e per tutti senza distinzione di sorta.
- Sia veramente il PASTORE di tutto il popolo di Dio.
Torino 26 Gennaio 2010
"RICERCARE LE PAROLE PER DIRE DIO OGGI"
I SEGNI DEI TEMPI
INTRODUZIONE
Il gruppo "Riprendiamoci il Concilio", facente riferimento alla parrocchia del Patrocinio di san Giuseppe, si riunisce regolarmene una volta al mese (ad eccezione del periodo estivo) a partire
dall'aprile 2008. Gli aderenti e simpatizzanti sono circa una ventina di età media decisamente
superiore alla cinquantina, anche se purtroppo la partecipazione attiva non è mai molto numerosa;
molto sentito è il problema della mancanza di partecipazione dei giovani, ma purtroppo non si è finora riusciti a coinvolgerli e ci si è interrogati più volte sui motivi di questa carenza.
Il gruppo si è riconosciuto nel messaggio assunto poi come programma di metodo: "Opinioni legittimamente differenti", rimasto dal convegno di Firenze, ed ha voluto farne la premessa della relazione finale, che quindi, più che cercare una sintesi unica che però rischiava di appiattire le diverse idee, ha cercato di seguire una traccia stabilita insieme mantenendo intatte opinioni anche molto differenti, consapevoli del fatto che proprio idee diverse sono segno di ricchezza del gruppo (sempre tenendo fermo il rispetto reciproco).
Il fatto che ognuno possa esprimersi liberamente, senza preoccuparsi del giudizio degli altri, è alla base delle nostre riunioni; queste riunioni e gli scambi di email si sono concretizzati in documenti scritti che alcuni componenti del gruppo hanno messo a disposizione, e dai quali si è partiti per
l'elaborazione di questo testo.
La scelta della traccia é strettamente legata ai motivi della nascita di questo gruppo: il Concilio Vaticano II.
I SEGNI DEI TEMPI
Base della riflessione i documenti del Vaticano II e la Scrittura.
- Giovanni XXIII, Humanae salutis, Documento di indizione del Concilio ecumenico Vaticano II, 25 dicembre 1961
(Queste dolorose cause di ansietà si configurano alla nostra considerazione come un motivo per richiamare la necessità di vigilare e rendere ognuno cosciente dei suoi doveri. Sappiamo che la visione di questi mali deprime talmente gli animi di alcuni al punto che non scorgono altro che tenebre, dalle quali pensano che il mondo sia interamente avvolto. Noi invece amiamo riaffermare la Nostra incrollabile fiducia nel divin Salvatore del genere umano, che non ha affatto abbandonato i mortali da lui redenti. Anzi, seguendo gli ammonimenti di Cristo Signore che ci esorta ad interpretare "i segni dei tempi" (Mt 16,3), fra tanta tenebrosa caligine scorgiamo indizi non pochi che sembrano offrire auspici di un'epoca migliore per la Chiesa e per l'umanità.)
- Paolo VI , Ecclesiam suam , dove si osserva che necessita "stimolare nella chiesa l'attenzione costantemente vigile ai segni dei tempi e all'apertura continuamente giovane che sappia verificare tutto e ritenere ciò che è buono".
- GAUDIUM ET SPES, SULLA CHIESA NEL MONDO CONTEMPORANEO
(4. Per svolgere questo compito, è dovere permanente della Chiesa di scrutare i segni dei tempi e di interpretarli alla luce del Vangelo, così che, in modo adatto a ciascuna generazione, possa rispondere ai perenni interrogativi degli uomini sul senso della vita presente e futura e sulle loro relazioni reciproche. Bisogna infatti conoscere e comprendere il mondo in cui viviamo, le sue attese, le sue aspirazioni e il suo carattere spesso drammatico. ... (11. Il popolo di Dio, mosso dalla fede con cui crede di essere condotto dallo Spirito del Signore che riempie l'universo, cerca di discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio.
44. È dovere di tutto il popolo di Dio, soprattutto dei pastori e dei teologi, con l'aiuto dello Spirito Santo, ascoltare attentamente, discernere e interpretare i vari linguaggi del nostro tempo, e saperli giudicare alla luce della parola di Dio, perché la verità rivelata sia capita sempre più a fondo, sia meglio compresa e possa venir presentata in forma più adatta.)
- PRESBITERORUM ORDINIS, SUL MINISTERO E LA VITA SACERDOTALE
(9 ... Abbiano inoltre il massimo rispetto per la giusta libertà che spetta a tutti nella città terrestre. Siano pronti ad ascoltare il parere dei laici, tenendo conto con interesse fraterno delle loro aspirazioni e giovandosi della loro esperienza e competenza nei diversi campi dell'attività umana, in modo da poter assieme riconoscere i segni dei tempi. ...)
- UNITATIS REDINTEGRATIO, SULL'ECUMENISMO
(4. Siccome oggi, sotto il soffio della grazia dello Spirito Santo, in più parti del mondo con la preghiera, la parola e l'azione si fanno molti sforzi per avvicinarsi a quella pienezza di unità che Gesù Cristo vuole, questo santo Concilio esorta tutti i fedeli cattolici perché, riconoscendo i segni dei tempi, partecipino con slancio all'opera ecumenica. ...)
- La Scrittura:
Ai farisei che gli chiedevano un segno dal cielo per credere in lui, Gesù dice: «la mattina dite: "Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo!" L'aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni dei tempi non riuscite a discernerli?» (Mt 16,3); e nella versione di Marco è ancora più esplicito: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno» (Mc 8,12).
Dire Dio nei segni dei tempi è la realizzazione pratica delle Beatitudini (Mt 5, 1-12).Perché non siamo a Firenze
Perché non siamo a Firenze
Il ricco scambio epistolare con Ugo Gianni Rosenberg del coordinamento del "Chicco di Senape" e il nostro gruppo "Riprendiamo-ci il Concilio" ha portato alla stesura di questo sintetico documento :
Ciao Ugo,
cercherò di rispondere alle tue domande nel modo più sintetico ed esaustivo possibile. I gruppi (persone ) che saranno presenti a Firenze , saranno per diversi motivi eterogenei per cui con delle diversità , compreso disagio e dissenso . I punti in comune di partenza sono la Fede , e le sacre scritture (VT e NT).
le diversità nella CARITA' ci completano e ci uniscono. Al di fuori rimangono sterili o chiacchere da mercato.
il Dissenso deve essere manifestato , altrimenti le conseguenze possono essere : abbandono-disinteresse // ulcera // effetto Lutero - scisma più o meno palese-ufficiale.
E' ovvio che il dissenso (effetto) è direttamente proporzionale al disagio (causa) . Per eliminare il disagio necessita una conversione personale (convertitevi e credete al vangelo), la preghiera e una vita comunitaria-Chiesa che sia di esempio evangelico.
per andare incontro a Firenze 2 necessita la disponibilità ad ascoltare il Vangelo per partire con la propria conversione , la preghiera affinché lo Spirito aiuti e guidi , e fare infine condivisione di esperienze di chiesa che attualmente si vivono. Sarebbe positivo fare in modo che i gruppi esprimessero le loro esigenze.
Da parte del nostro gruppo - Riprendiamoci il Concilio - potrebbe essere interessante :
1.conoscere le diverse realtà dei singoli gruppi e se si hanno dei sogni/progetti nel cassetto.
2.avere "un luogo di comunicazione" dove ci si possa scambiare idee , esperienze , dare voce a chi non ha voce , sostenere chi viene "condannato/emarginato" ingiustamente da una certa parte di chiesa , escludendo critiche sterili . L'idea potrebbe essere un "blog" oppure un semplice scambio di posta elettronica tra i diversi coordinatori .
3.mandare avanti la proposta dell'identikit del vescovo (proposta di E.Peyretti) , che in particolare riguarderà Torino nel breve termine , e potrebbe diventare un documento nazionale dei "battezzati d'Italia", documento che potrebbe essere inviato alla CEI , al Papa , e a ogni livello della struttura ecclesiastica (parrocchie - comunità ecc).
4.approfondire il dialogo , con una presa di contatto con la Conferenza dei Battezzati/e di Francia (CBF) per scambio di esperienze.
Condividendo pienamente le tre relazioni di :A) Ruggeri - B) Penna - C) Bartolomei-De Sandre , mi/ci è sembrato ad una prima lettura del documento ricevuto , che Firenze 2 fosse un incontro blindato , e che quindi non fosse lasciato spazio a un interscambio tra i gruppi. I 4 punti sopra citati sono le nostre idee/necessità.
un caro saluto.
Tony Gorgellino
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